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storie tristi di tristezza

- perchè scrivi questi strani post?

io racconto storie...
che siano vere o false e chi siano i personaggi, non importa...
magari molte cose sono inventate di sana pianta, altre appartengono al passato e le inserisco al presente, incastonandole in altre storie che non c' entrano assolutamente nulla...
le ricollego con acrobazie grammaticali e voli pindarici di una fantasia che ogni tanto si affaccia e si fa largo nella mia mente, offuscata dal fumo di sigarette e da atroci mal di testa sempre più frequenti...

questa maledetta primavera, queste prime, timide giornate di sole, non hanno portato nulla di buono...
sto male, il mal di testa è aumentato e all' orizzonte si affacciano minacciose lunghe e calde giornate di aprile...

la vecchietta di fronte ne approfitta e annaffia i fiori sul balcone...
anch' io oggi ne ho approfittato per spalancare le finestre e far cambiare l' aria, che da annaffiare non ho niente, se non il mio ego...
la osservo, mentre con calma e metodicità strappa via le erbacce e versa l' acqua in ogni vaso col bidone bianco...
beata lei che non ha il mal di testa, anche se è più di là che di qua...

sul balcone c' era una rondine geometra, venuta a fare un sopralluogo per aprire il cantiere e costruirsi il nido...
l' ho lasciata fare, non le ho chiesto il pizzo come si usa qui...
del resto anch' io sono in affitto, e so cosa vuol dire avere quattro mura intorno...
e poi, vivi e lascia vivere, ho letto sempre sui muri...
l' ho pure aiutata a tenere la rollina metrica e delimitare la zona col nastro bianco e rosso...
le ho chiesto solo di evitare troppi rumori per via del mal di testa, indicando le fasce orarie per ruspe e scavatori...

una rondine molto gentile e comprensiva, che comunque non fa primavera...
la vera primavera inizierà tra qualche giorno, quando arriveranno tutte le altre rondini e cominceranno a costruire abusivamente senza un minimo di regola e disciplina...

sono passato dai miei, per gli auguri della festa del papà e perchè anche mia mamma si chiama giuseppina...

vedendomi in questo stato penoso, mi ha chiesto se ho qualche problema...

- che c'è? ti vedo triste, demotivato. hai bisogno d' aiuto? ti prenoto una visita? ti servono soldi?

- io problemi, mamma? ma stai scherzando? ti sembro il tipo? sto meglio del verme nella forma di formaggio... 

ho tutto ciò che mi serve e non ho ciò che non mi serve... da un po' di tempo evito le serpi e le persone viscide, mi tengo lontanissimo dai pettegolezzi e dai gossip, dalle comari dei paesini che non brillano certo in iniziativa, dalle cerchie dei bar e dalle beghe di paese...
lavoro, mi faccio il culo come tutti e guadagno dignitosamente, in questo difficile periodo in cui tanta gente è stata licenziata, avendo magari anche famiglia, il mutuo da pagare e mille difficoltà ad arrivare a fine mese...

perchè, dunque, la serenità non bussa alla mia porta?
perchè invece del rappresentante del folletto non passa il rappresentante della serenità, carico di valigie, campionari e pezzi di ricambio?

giorni fa ho fatto le analisi del sangue, con la speranza di trovare una risposta a questo mio degrado emotivo...
le ho fatte quasi tutte...
avevo cinquanta euro e sono andato al poliambulatorio:

- buongiorno, mi faccia cinquanta euro di analisi, per cortesia! 

- emocromo completo;
- ves;
- glicemia;
- tristezza;
- azotemia;
- depressione;
- creatininemia;
- trigliceridi;
- pigrizia;
- colesterolo;
- bilirubinemia totale e frazionata;
- sfiga;
- gammagt;
- transaminasemia (got e gpt)
- accidia;
- markers dell’epatite b e c
- lussuria;
- g6pdh (metodo quantitativo)

ma niente, i risultati non hanno dato una spiegazione al mio malessere...
tutto ok, tutto nella norma tranne due:
i valori alterati corrispondevano alle voci colesterolo e tristezza...

per il colesterolo ho cominciato a fare qualcosa, limitando la cattiva alimentazione...
l' idea non è di migliorare l' alimentazione escludendo alcuni cibi, ma di continuare a mangiare le stesse cose, limitandone la quantità e vedere se funziona...

per la tristezza, invece, non riesco a limitare nulla, non saprei da dove cominciare...
anche i valori normali della tristezza prevedevano un massimo di trecento, ma la mia era a tremila, come il colesterolo...
purtroppo non specificavano la causa, tantomeno cura o soluzione...

e non servirà limitare l' alimentazione per essere più felici...
anzi, è proprio il contrario...
cazzo, non ne esco più...
vado al centro commerciale, forse sperperando un po' di denaro in cose inutili,riuscirò a compensare quest' insoddisfazione primaverile...
in questa fastidiosa primavera della mia vita...

avrò anche perso un' altra buona occasione per stare zitto, ma se non scrivo, anche stronzate, sto peggio...

è un modo come tanti per ingannare il dolore e le pulsazioni...

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me, myself and i ( anno trentasei - edizione duemiladodici )

only five leaves left

con questo rettangolino di carta mi giocai definitivamente ogni chances...
alla vista di quella scritta inequivocabile, lei sbiancò e si girò dall' altra parte, per non sbattermi in faccia il suo sguardo straripante di sdegno...

avevo cominciato proprio male...

io avevo solo quelle due o tre cose da offrirle, era tutta la mia dote...

le avevo portato un cestino con le mie cose:

il blog, il maggiolino, i cd, me...

- questo sono, non c'è altro!

avevo portato pure alcune tavole di legno di castagno stagionate, tramandate da mio nonno a mio padre e quindi a me...
avremmo potuto ricavarne un mobile, che avrei scolpito per lei con le miei mani...

io ero vestito come al solito, come il resto dell' anno, e non era certamente una bella cosa per un appuntamento e una cena...
puzzavo di fumo come un incendio in california, col solito taglio di capelli faidate e con la faccia dell' allegria che mi ha reso famoso...
lei invece era tirata, profumata, con un freschissimo taglio di capelli che io, volgarissimo uomo delle caverne, con la sensibilità di un trattore cingolato, non notai subito...

il trionfale arrivo col maggiolino ed il caschetto alla tazio nuvolari non ebbero un successone:

- dobbiamo uscire con questo coso?
mi chiese indicando schifata la mia gloriosa autovettura d' epoca...


- l' altra mia auto è una ciofeca di opel, adesso non ricordo nemmeno il modello... ma era piena di secchi di vernice, segatura, attrezzi e spazzatura ordinaria...
abbassai lo sguardo, ma dissi la verità

- cosa intendi per spazzatura ordinaria?
lei, pedante, senza interrompere lo sguardo schifato


- mmmh... per esempio confezioni vuote di prodotti ferrero, pacchi di sigarette accartocciati, bottiglie di birra, volantini di eventi che si sono svolti ormai da mesi... cose così, insomma... devo continuare?
e poi sul sedile posteriore ci sono gli indumenti per tutte e quattro le stagioni: 
il giubbotto, la t- shirt, la felpa, il cappello, una cravatta...
tutte quelle cose che ad un certo punto, un giorno qualsiasi durante il cambio di stagione, mi avanzano improvvisamente e le butto dietro... e restano lì, per tanto tempo...

nemmeno i cd ebbero molto successo...
li valutò a chilo, senza conoscere il novantanovepercento degli artisti presenti...
mi chiese se avessi qualcosa di de andrè, per fare la figa, perchè lei, ai suoi tempi, aveva frequentato i centri sociali all' università...

ai suoi tempi, lei che è più piccola di me!

e siccome ai suoi tempi tutti i tipi alternativi ascoltavano de andrè, lei cominciò ad ascoltare de andrè...
un po' come indossare la kefia, essere contro gli stati uniti a prescindere e assumere atteggiamenti da fricchettone già dai primi giorni, da insignificante matricola...
e lei tutte queste cose le aveva fatte...
peccato che ormai lavorasse per uno di quei capitalisti che tanto aveva combattuto e votasse casa/condominio/popolo/della libertà...
peccato che ormai, tra una cena di lavoro, un viaggio in america, i vestiti di gucci e la macchina da trentamilaeuro, la causa della palestina, i diritti dei lavoratori, gli sfruttati e gli emarginati fossero andati a farsi fottere...
peccato che tutto si fosse ridotto in un palestinalibera e qualche sigla di sindacato, tra le altre quattrocentoventitrè attività/altri interessi di facebook...
quanti anni erano passati dai suoi tempi, dai tempi dell' università?
quattro, cinque ?
volevo risponderle che ce n' erano quattro o cinque chili di cd di de andrè in quel mio container...
ma feci finta di non conoscerlo, che forse lo avevo solo sentito nominare...

- come hai detto? de? cantami una canzone famosa...

- nanananananananananana... hai capito qual' è? dai, è famosissima!

- no, mi dispiace...

- dormi sepolto in un campo di grano!

con l' aria saputella di chi pronuncia un titolo e arricchisce il sapere di un' altra persona...


era ovviamente la guerra di piero, e volevo tanto piangere e ferirmi al petto con qualunque cosa...
provai a graffiarmi la pelle con la rotella dell' accendino, ma avevano aggiunto quella fastidiosa linguetta protettiva per i bambini e non funzionò...


a quel punto, fatti quattro conti, del blog scelsi io stesso di non parlare, di non approfondire...
avrei solo peggiorato le cose...

non mi restava che il mio fisico mozzafiato...

le spolverai di dosso quelle ultime tracce di virtù che le avevo attribuito sulla fiducia, ed attivai la funzione siamo fatti di carne...

lei mi guardò con gli occhi pieni di lussuria misericordiosa, ossia quell' attrazione elemosinata che una strafiga fa finta di provare nei confronti di chi fa schifo ma poveraccio ha fatto tutta sta strada...
in quel caso io...
fissò la strana forma che avevano preso i miei pantaloni sul davanti, proprio lì dove non batte il sole...

- non farti false illusioni, è solamente un uniposca che ho dimenticato in tasca...

ahimè, fui sincero anche in quel caso...
abbassai lo sguardo sempre di più, così tanto che i miei occhi fecero il giro completo verso l' interno del cranio...
le pupille risbucarono dall' alto, pronte per essere nuovamente umiliate e fare un altro giro...

mangiai un pezzo di cioccolata, per compensare il vuoto creatosi nella mia autostima...


poi mi ritirai nell' inquietudine, nel tormento e nella solitudine d' artista...

non che fossi o mi sentissi un artista...
ma inquieto, tormentato e solo...


mi accesi una sigaretta e pensai:


- tanto non sarà mica proprio questa ad uccidermi...

note
ho forti dubbi sulla coniugazione dei verbi di questo post
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dinetto va alla montagna

ma dove cazzo sono i gatti neri quando servono?

me la ritrovai davanti all' improvviso, senza avere il tempo di cambiare strada...
doveva essere appena arrivata, stava scaricando i bagagli dalla macchina dello zio...
anzi, era lo zio che le stava scaricando i bagagli, mentre lei si lamentava scocciata del troppo freddo...

- ma mafhanculo, 'nda vistu fhriddu? pensai io
che tradotto dal mio dialetto significa
ma vaffanculo, miss viziata dei miei coglioni...e lo chiami freddo questo?

comunque devo ammettere che era elegante e bella...
una sorpresa mozzafiato, inaspettata, come una rata di equitalia!

ma non bella di una sua bellezza acerba, bionda senza averne l' aria...
no, non così bella come l' avrebbe descritta guccini...
bella perchè era lei, come la descrivo io...
la bellezza soggettiva che ognuno di noi ha!

diciamo bella normale, com' è sempre stata, né più né meno...
aveva il solito quintale di fondotinta che sembrava glielo avesse messo l' anas...
aveva la faccia asfaltata di fondotinta...
per carità, non sono contrario, se lo strato resta inferiore al centimetro!ma a lei stava benissimo, la completava...

e forse era questo che la rendeva affascinante...
cioè la bravura e l' arte di arrivare ai nove millimetri e mezzo e sfiorare il centimetro senza superarlo...
senza eccedere, senza cadere nel volgare/disgustoso!

e questo particolare, questa sua acuta attenzione, quel mezzo millimetro di stile, mi permisero di capire che sotto quello strato di abbronzatura in polvere, c' era lei...c' era il suo viso, la riconobbi!

- ciaaaaoooo!

- ??? dici a me?

- sono io, non mi riconosci più?

- veramente ti avevo riconosciuta, non subito, dopo un po'...
ma non sono stato abbastanza in gamba e veloce da svoltare prima...

- smack!smack!smack! si danno tre baci, non due, sfigato! sempre uguale teee eeh?!

- te ne do due e sono più che sufficienti, accontentati di quelli sindacali...
così ci hanno insegnato i nostri nonni che lo hanno a loro volta ereditato dagli uomini primitivi ecc..ecc e questo insegnerò ai miei figli...come si usa in tutto il mondo, tranne che nella tua cazzo di città e con i tuoi cazzo di amici di nome giampy, roby, fuffy, giangy ecceteraecceteraeccetera..
e almeno quando parli, evita di usare la k al posto di ch... 
capisco quando scrivi, ma usi il tnove pure quando parli, dal vivo...
se fossi sgarbi ti direi capra, capra, capra, capra, capra ecc...
se non fossimo amici da tanti anni, ti tratterei malissimo!


- luna storta, tesoro?

- si, scusa, è un momentaccio...

- è da quanto ti conosco che passi un momentaccio!

- ma questo è il peggiore di tutti...peggio dell' ultima volta che ci siamo visti e meno di quando ci rivedremo la prossima...

- vedo che non hai perso l' ottimismo!


- che ne dici, ricominciamo?


- si, ritorna dietro l'angolo e scegli se sbucare e riconoscermi, o essere abbastanza in gamba e veloce da cambiare strada ed evitarmi...

 rew

- ciao, come stai? quando sei arrivata? quando riparti?


e quel giorno imparai la ricetta segreta delle patate 'mpacchiuse

stiamo lavorando a decollatura ( che non è un posto pieno di aereoporti )

è un paese di montagna, e fa un freddo allucinante... 
( è qui che doveva scendere la mia amica )
ieri mattina nevicava...
ho lavato i pennelli sotto una fontana all' esterno e ho immediatamente perso l' uso delle mani...
l' acqua era ghiacciata...
( ad un certo punto è spuntato pure reinhold messner )

le punte delle dita erano diventate color prugna, con dei solchi sui polpastrelli...
stranamente, contrariamente a quanto stesse succedendo, sentivo un forte bruciore...
il bruciore da congelamento...

è bella la strada che porta da serrastretta a decollatura...
tipiche case di montagna, cataste di legna, grossi cani liberi, mucche nelle vallate, trattori, mietitrici, uccelli, insetti, aria, pietre, pietre con aria ecc...

tanta aria pulita da riempirsi i polmoni, tra una sigaretta e l' altra...

- se non ne approfitto adesso di quest' aria buona di montagna, chissà quando mi ricapiterà!
pensavo uscendo da un bar tabacchi...

aria fresca e pulita...
un' altra cosa che mi piace è l' odore del legno tagliato...
sulla strada, camion carichi di tronchi che marciano operosi e ordinati come formiche...
legno, il prodotto primario dell' economia locale...
falegnamerie, porte, sedie, tetti, legna da ardere...

boscalioli con le camicie di flanella a scacchi e birra alle sette di mattina...
cazzo, potrei adattarmi benissimo...
e poi questi paesaggi mi piacciono un casino, mi fanno impazzire, sembra di essere in canada...
hanno colori e bellezza diversi per ogni stagione...
e rimani rapito tutto l' anno, perchè è impossibile scegliere...
a meno che non le associ a qualcosa di bello o brutto...
per esempio, se buchi una gomma d' inverno e devi scendere a cambiarla col rischio di morire assiderato, puoi dire che i colori dell' inverno sono meno belli degli altri tre...
e con queta filosofia potrei fare tantissimi altri esempi...

quì si mangia pure bene e si beve che è sempre una gran festa...
bevendo, gli uomini risparmiano sulla loro parte di legna per il riscaldamento...
questo sistema altenativo ( che potrebbero sostituire alle pale eoliche ), permette ai figli di scaldarsi il doppio e crescere sani e senza reumatismi, garantendo la sopravvivenza della specie...
tant'è che quì la gente è forte, sana e robusta...
e hanno anche le scocchette rosse sulle guance, tipo il mio amico italo...
ma lui non ha il fisico, ahimè...
pessimo esempio, ma ottimo per le scocchette rosse da alcol...

decollatura è famosa anche per la patata...
tempo fa ho scritto un post sulla sagra della patata di decollatura, specificando più volte che non è una sagra per cucador dal gel facile, ma che per patata s' intende il tubero...
scongiurando così un raduno di tori da monta con macchinoni elaborati e capello a baionetta...


documenti / vecchi scritti ritrovati

dopo una riunione di famiglia strettissima, è stato decretato che io sono il più intelligente della famiglia stessa...

ho preso quattro preferenze su cinque...
una scheda bianca...
di sicuro mia mamma, che pur volendomi votare, ha preferito mostrarsi neutrale...
mia mamma, con lo sguardo vago, sgamata subito... 
per una mamma, tutti i figli sono uguali, soprattutto se sono tutti lì davanti a lei...

di comune accordo con le mie sorelle, anzi, su loro suggerimento, oserei dire accanita insistenza, per festeggiare la mia elezione, faremo erigere una grande statua all' ingresso di casa, che mi ritrae mentre uccido a mani nude una ferocissima tigre, tenuta senza cibo e frustata per una settimana prima dell' incontro...

non c' entra nulla con l'intelligenza...
ma una volta che mi trovo, cerco di dare anche l' immagine di forzuto...

non si sa mai, potrebbe servirmi come punteggio per un concorso, per una candidatura in politica, per la fascia di capitano in una squadra di calcio...
oppure come dote aggiuntiva e prestigiosa per il matrimonio, per far colpo sul futuro suocero...
magari becco un suocero cacciatore che nella sua vita avrà preso al massimo un cinghiale...

mi adorerebbe subito e potrei ereditare il suo patrimonio!

ma spero proprio di no!
poi se è destino, è destino!
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scaldar le candelette

episodio uno

- signora, non deve rallentare e fermarsi ogni volta per cambiare marcia, soprattutto dalla quarta alla quinta!
altrimenti quì facciamo notte!

e pensare che ero uscito per cercare un po' d' ispirazione!

episodio due

sono uscito di casa ed ho incontrato una che non vedevo da tempo...

non sapevo proprio che cazzo dirle, oltre a ciao, come va?

allora le dissi che stava bene vestita di nero, proprio perchè in quel momento era vestita di nero e non dovevo sforzare più di tanto la fantasia...

sono passati quindici giorni, e questa si è vestita di nero ogni santo giorno...

- ciao, come va?

devo chiedere scusa al mio istinto, per tutte quelle volte che lo trascuro e non gli do retta...


episodio tre

domenica mattina, mi sveglio, blocco la sveglia, accendo il telefono...

un messaggio...

erano mesi che non ricevevo un messaggio...
e adesso che faccio? lo ignoro? lo leggo con tutte le conseguenze che la scelta azzardata potrebbe portare?


da un po' di tempo ho adottato la filosofia niente nuove, buone nuove...

siccome anche il quarantanovecentosedici ha smesso di informarmi sul mio credito residuo,
sentire il bip di un nuovo messaggio ricevuto, potrebbe non essere una buona nuova...


mi sono talmente abituato al mio silenzio, che anche il cinguettio di un uccello potrebbe agitarmi e mettermi ansia...


anche di un pettirosso orfano, costretto a cucire scarpe da tennis in uno scantinato cinese clandestino, sottopagato, malnutrito e senza istruzione...


mi farebbe paura, mi metterebbe in difficoltà, mi sembrerebbe più forte me...


mi verso qualcosa di forte, grappa...
lo so, è presto per bere, sono le nove di mattina, non ho ancora fatto colazione e non mi sono lavato i denti...
ma l' eccezionalità dell' evento lo richiede...

bevo, sudo freddo, bevo, sudo freddo...

se il bagno fosse più vicino, vomiterei volentieri, ma riesco a trattenere...

leggo il messaggio:

ti leggo, ed è come se ti avessi accanto ogni giorno! ciao

che cosa dovevo fare?
dovevo emozionarmi? dovevo ripercorrere col pensiero lunghe corse nei prati o sostituirci agli attori del film paradise?

come avrei dovuto colmare quel vuoto totale nella mia mente?

potevo farmi sfuggire l' occasione di essere bastardo nella risposta?

certo che no! ( ho un nobel per quest' abilità )

indosso la t-shirt che uso quando rispondo ai messaggi, bevo, mi lavo i denti per non avere l' alito pesante e scrivo d' istinto, quasi come se fosse un brindisi:

al nostro passato...
perdonami se è stato quello che è stato...
ma la bussola del mio orientamento emotivo mi indica una strada opposta alla tua...
sai cosa?
ho imparato a fidarmi di questi marchingengni e continuerò a seguirli...
e poi mi aiutano tutte quelle volte che devo far riposare l' istinto...

continua pure a leggermi, ma senza avermi accanto...
in fondo cosa siamo stati io e te?
scarabocchi emotivì, nient' altro che una fittizia parentesi...

invio messaggio non riuscito - verificare dettagli!

cazzo, non ho credito...
e per te non mi faccio certo l' sos ricaricara...

leggimi quì, gratis...

episodio quattro

era effettivamente l'episodio che ha dato il titolo al post scaldar le candelette...
ma siccome ho iniziato con gli altri tre, l' ho dimenticato...


episodio cinque

mi è venuto in mente l' episodio quattro scaldar le candelette...
praticamente questo post mi è stato ispirato mentre scaldavo le candelette della macchina ed è passata la tipa vestita di nero dell' episodio due...


questo post sta diventando più complicato di beautiful...
e pure io, cazzo, certe puttanate potrei proprio evitare di scriverle!
non è detto che ogni minchiata debba diventare necessariamente un post...
non è una regola, non è scritto da nessuna parte, nemmeno selle veline dei baci perugina...

non mi sembra di aver mai letto:

raccontaci delle tue gesta , o nobile cavaliere...
ma prima, viaggia per il mondo, trova l' ispirazione e riempi pergamene...
anche di cose che apparentemente potrebbero sembrare minchiate...
( anonimo ) 

( fonti indiscutibili di saggezza e conoscenza )

no, non l' ho proprio letta sta cosa!


ma devo avere una valvola di sfogo creativo...
se non può essere un pennello, una videocamera, un viaggio, non mi resta che la scrittura...


e così i viaggi diventano pure economici...
scrivo, proiettandomi altrove senza pagar biglietti...

l' unico costo veramente elevato, è quello emotivo...
scrivo, e ci resto chiuso dentro...


epsodio sei

mi piacerebbe che i biscotti montebovi california e la nutella, uscissero insieme di fabbrica, già farciti...
mi eviterebbero il fastidio di doverlo fare ogni volta da me, incasinando dita, mani, felpa, coperta, divano, parquet...


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intitolerò questo post 'donne', perchè non mi viene in mente nient'altro, tranne che il ritornello snervante di zucchero...ma non c'entra con la festa delle donne


su ogni gioia, per soffocarla, mi avventai con balzo sordo di bestia feroce...

cazzo, che inizio stratosferico!
vado a bere qualcosa, me lo sono appena meritato!

sono tornato...
ok, adesso si scrive...
ok...ok...

dei miei sentimenti regolai forma e movimento...
il delirio, la passione e l' istinto mi convinsero di aver composto un poema...
ma era l' ennesima costruzione, la scultura perfetta...
l' opera d' arte ottenuta dalla paura di continuare a cercare...


mi fermai, provai a farlo...

ho regalato colori, ho rubato attimi, ho incorniciato momenti...
ho fotografato sguardi, ho ripreso movenze e danze di notti d' estate...

ho accarezzato capelli, ho ascoltato voci, ho sussurrato parole...

ho scavalcato recinti, ho guidato su autostrade infinite e sono passato da quasi tutti gli autogrill d' italia...
ho fatto pieni e pieni di benzina e pagato caselli...
ho pagato il conto al ristorante, ho regalato libri e selezionato musica...
ho bevuto oceani di caffè e fumato piantagioni di tabacco...

una volta ho addirittura cavalcato un cavallo bianco... 

poi ho finito i soldi...

sono tante le cose che mi restano, belle, brutte e medie...
sono tante le cose a cui penso, mentre guido solitario sulla strada che va da casa mia a non so dove...

ma gli stati d' animo mutanti sono così repentini che mi viene il fiatone...
sono sempre in ritardo di tre o quattro, perchè vanno troppo veloci...
magari sorrido pensando di trovarmi in uno stato di felicità, quando invece ci sarebbe da piangere perchè il mio cervello sta pensando ad una tragedia, tre o quattro stati d' animo avanti rispetto a quello in cui ero rimasto io...

si susseguono infinite emozioni...
si rincorrono le ricorrenze e le date, i giochi e le ripetizioni di frasi e parole...
ma all' improvviso, come un dono del cielo, un esordio precoce di alzheimer mi fa sprofondare nel buio totale...
le uniche forze, quel che resta della lucidità, le concentro sforzandomi di ricordare il significato della segnaletica stradale, almeno quella verticale...

vediamo un po': cosa ho fatto l'ultima volta che ho visto un segnale come questo?
come mi sono comportato?

mescolo il tutto a fuoco lento...

non so dargli nome né tempo, intendo a niente, e cerco di trattenere tutte le parole alle quali riesco ad associare volti, anime, cervelli, luoghi...

in un gran pentolone si mischiano gli ingredienti...

l' estate, il mare, la spiaggia, la faggeta, i concerti, casa di cristian, il livingston cafè, le fiere, roma, i falò, le birre, i campeggi, i viaggi...
e parallelamente, per ognuno di questi momenti, una figura femminile...

sempre la stessa? più di una? tante?
che importanza ha?

tutto si mischia, insieme a tante parole:
indifferenza, stima, affetto, ammirazione, disgusto, rischio, simpatia, passione, disprezzo, nostalgia, rimpianto, rimorso...

un solo ingrediente non sono mai riuscito ad aggiungere: la parola amore...

forse perchè sono incapace di amare...
forse è vero, sono troppo esigente ed egoista...
ma io lo faccio a modo mio, tra un momento di solitudine ed un altro in cui ho i cazzi miei!

una volta, forse un paio, ho commesso l' errore di scambiare la passione per amore...

col tempo rimasi deluso...
quella scultura che avevo fatto con tanta cura si rivelò diversa da come l' avevo immaginata...
mille sfaccettature che non avevo considerato o che avevo fatto finta di non vedere, annerirono irrimediabilmente una parte della mia anima...

si, è vero...
molte cose lasciano il segno per tutta la vita...

... ... ... ... ( ci metterei sakamoto, da il tè nel deserto )

ma adesso che ci penso, ora che ho finito e riletto, un dubbio mi sorge spontaneo:
io volevo scrivere delle donne, si, ma delle storie della gioventù di mia nonna, quelle che mi ha raccontato oggi a pranzo...
non dovevo scrivere tutto quello che ho scritto...
il post ha decisamente preso un' altra direzione...
ma ormai come faccio? non lo posso raddrizzare più con qualche correzione qua e là!

cazzo, anche questa volta volevo scrivere un altro post... 

facciamo finta che questo post sia dedicato alle donne, tipo augurio spontaneo e sincero per la festa delle donne...

a mia nonna, più di tutte!

non so cosa ho scritto, ma lo pubblico prima di cancellarlo!
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soggetto preso in prestito

mi sedetti sul muretto e l' ascoltai...

parlò, parlò, parlò...
( minchia quanto parlò )
parlò solo lei...

- ... e per concludere sei uno stronzo, egoista, insensibile...
egoista l' ho già detto? comunque, egoista, sbadato, tirchio, merda, merda, vaffanculo, merda, stronzo...stronzo!!!

- ho il vago presentimento che tu sia leggermente incavolata, forse con me...
posso finire il tuo duplo? non ti va più, vero? poi mi tolgo dai piedi, giuro...
ok, tutto il resto ci può stare...
ma darmi del tirchio proprio no, cazzo!
ho capito che non ti frega un cazzo di me, ma già sapere che mi hai messo in preferiti/segnalibri, mi fa sentire amato...



torno a casa, offeso e incompreso come sempre...


controllo la posta...
findomestic, compass, ebay, youporn, linkedin, sky, spam ecc...

cestina selezionate?
mi chiede il computer
si!
rispondo io


poi trovo i commenti suoi post...
sorrido, penso, immagino...
non rispondo, ma sorrido, penso, immagino...
per me è come se avessi risposto...

guardo la foto allegata nella mail di ellepuntata...
è la foto della sua quercia, subito dopo la finestra di camera sua, i suppose...
io non l' ho mai vista dal vivo, ma non so per quale strano motivo riesco ad immaginarla...
e questa cosa mi ha messo di buon umore...
ellepuntata mi mette sempre di buon umore, anche se mi ruba un sacco di puntini sospensivi...

e che sarà mai? una quercia, direte voi...
ma anche una quercia nasconde cose che voi umani non potreste nemmeno immaginare...

allora mi sono affacciato dalla finestra, dove resiste con qualche acciacco il mio platano secolare...

sono cresciuto sotto quest' albero e quest' albero mi vedrà morire...

tutti abbiamo un albero...
il nostro albero, di ognuno di noi, che ci conosce meglio di chiunque altro e non si vanta...

abbi cura della tua quercia elle, così come farò io col mio platano...

vado a fare la doccia!

colgo l' occasione per salutare marcello, simona e la piccola maggie simpson...
farmacisti oltremanica, farmacisti per caso!
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energia allo stato puro

oggi mi sento bene...
così bene che non ho proprio niente da dire...

piuttosto avrei molte cose da fare!

mi sono svegliato presto, alle otto, con l' energia e la convinzione di divorare la giornata e fare un mucchio di cose...

e comincia così questo sabato...
togliendo i batuffoli di polvere dalle spazzole dell' aspirapolvere e lavando piatti e bicchieri della settimana...


il solito sabato, ma pieno di energia...

ho fatto pure l' inventario in casa, inclusi carta igienica, detersivi, indirizzi mail in rubrica e cazzi vari che servono in casa:

in lista:

detersivo pavimento
spugne bisex ( quelle gialle dalla parte morbida e verdi da quella ruvida )
carta igienica ( sostituibile con lo scottex )
scottex ( non sostituibile con la carta igienica )
batterie telecomando
scatolette simmenthal
bombola gas
auguri festa donna ad occhio

gli indirizzi email in rubrica sono quarantanove...
sono pure troppi, non ne aggiungo altri nella lista degli acquisti...
rifiuro qualsiasi nuova e inutile richiesta di amicizia per il momento ( sembra si chiamino così adesso ) ...
almeno su questo posso risparmiare!
devo comprare qualcosa di solido, che duri nel tempo...

solido e spartano, questo è il mio nuovo motto!

tipo le volvo!

novità di rilievo
mi hanno proposto come testimonial per il nuovo ed entusiasmante spot del valium
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l' onore e il dazio

bob mi telefonò con voce tremolante, piangendo come un bambino...
mi disse che voleva vedermi, che aveva urgente bisogno di parlarmi...

m' implorò di raggiungerlo al più presto, e aggiunse che mi avrebbe aspettato al solito posto...
cioè sull' orlo di quel precipizio dove andavamo a giocare da bambini e a sballarci da adolescenti...

il luogo in cui ci raccontavamo delle nostre delusioni d' amore e dove ci siamo sbronzati dopo i nostri matrimoni sbagliati...


il luogo magico in cui abbiamo trascorso intere giornate a deprimerci negli anni successivi...
i famigerati anni della disoccupazione e dal fancazzismo!

il precipizio delle nostre speranze, delle nostre gioie e dei nostri fallimenti...

ma quel posto, quel fantastico precipizio, è il nostro posto...
e rimarrà il nostro posto per sempre...

e tutte le volte che ci ritorneremo, da oggi fino all' ultimo dei nostri incontri, per un motivo o per un altro, avremo sempre qualcosa da bere con noi...

qualcosa con cui brindare, alla buona e alla cattiva sorte...

e mentre guidavo, mentre mi dirigevo al precipizio, pensavo alla telefonata di bob...

- penso che anche questa volta vorrà sfogarsi con me per le incomprensioni con la moglie, o forse gli saranno ricomparse quelle macchie di umidità sulla parete della cucina...

questo mi ripetevo mentre lo raggiungevo in macchina...

e anche questa volta avrei dovuto dirgli cose che già gli ho detto un miliardo di volte ma non vuole accettare...

- possiamo fare tutti gli interventi che vuoi, ma su questa parete avrai sempre umidità!

oppure

- hai sposato un articolo da postalmarket, sono quindici anni che te lo dico...
e tutte quelle volte in cui non l' ho detto ad alta voce, ho tentato di fartelo capire restando in silenzio!
e tutti i miei puntini sospensivi? ti sei mai chiesto il perchè?

ma stavolta era diverso...

quando sono arrivato all' appuntamento, ho capito che la causa era un' altra, molto più grave:

aveva problemi col computer e con windows vista...

voleva che gli sistemassi il computer!

- cazzo, ma allora sei deficente! mi hai fatto preoccupare, ho guidato come un pazzo a fari spenti nella notte per raggiungerti prima possibile...
mi hai messo l' ansia addosso perchè hai problemi con windows vista? 

vedendolo ridotto in quello stato, mi sono reso conto di quanto sia fortunato io di non essere al suo posto...
fortunato di non avere quelle macchie di umidità in cucina e una gallina di moglie come la sua...

ma soprattutto di non avere windows vista...

brindammo comunque, per tradizione e patto di sangue, ma non sfiorai nemmeno windows vista...
avevo già mal di testa di mio, perchè peggiorare la situazione?

lo salutai stringendo le spalle, comunicando col solito significativo silenzio...
tornai alla macchina, avvolto in e da un senso di inutiltà...
per sicurezza, indossai anche una sciarpa di amarezza...
accesi il riscaldamento a manetta che faceva un freddo cane, misi il cervello in posizione off e caricai un cd...

uno a caso...
tanto i miei cd non si riconoscono dal titolo che c'è scritto sopra...

si chiamano:

giugnoduemiladieci, luglioduemiladieci, agostoduemiladieci, italianeacapocchia, giovediventiseinovembre, autunnoduemilaundicici, estateduemilanove, quellavoltachestavodimerda ecc...

vatti a ricordare che musica c'è!

( vatti a ricordare è in corsivo perchè non so se si scrive così e non ho voglia di guardare su internet perchè dovrei aprire un' altra pagina )

ho messo italianeacapocchia...

fatalità, un numero dimenticato nel rinominare il file, invece che far partire il cd con i sensazionali albano&romina, è iniziato con 1-pippo pollina, che invece doveva esser alla p...

e lascia che sia iì silenzio la brezza d'antico orgoglio  
a imporci l'onore e il dazio di questo nostro risveglio...

ed è quello che cercavo di far capire a bob...
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iniziative paterne / donazioni

quando lavoro vicino casa dei miei, lascio sempre la macchina davanti al cancello
d' ingresso...

mio padre, per evitare di spostarla e riuscire a passare con la sua auto, si prende direttamente la mia per andare a fare le commissioni...

di solito nel mio serbatoio non c'è la sagra del diesel, e anche la spia arancione ha capito che non vale più la pena di lampeggiare per avvisare...

ormai risparmia la fatica dell' intermittenza e sta sempre accesa...


e mio padre, una volta che si ferma dal benzinaio, secondo voi fa soltanto dieci miseri euro?
certo che no! fa direttamente il pieno...
mica può fare la figura di merda per quattro spiccioli!

e una volta che si trova:

- ti ho fatto il pieno, ti ho fatto lavare gli interni, ti ho fatto controllare l' olio, ti ho fatto pulire il parabrezza, ti ho preso un po' d' affettato! 
e che cazzo! la tieni veramente uno schifo sta macchina! e poi c'è una puzza di fumo che non si può nemmeno respirare...

aspetto quel giorno in cui tornerò e papà mi dirà:

- ti ho comprato direttamente una macchina nuova, mi costava di meno!
e ti ho preso un po' d' affettato!

- hai fatto benissimo papà! questo gesto equivale alle donazioni via essemmesse o telefono fisso alle associazioni di volontariato per cause sociali o ricerca sulle malattie...
oggi hai donato cinquantaeuro di gasolio all' aigas ( associazione italiana gente a secco )
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rei dai capelli dorati

dal finestrino aperto della macchina uscivano le prime note inconfondibili di you showed me dei turtles...
nella scaletta che avevo preparato, sarebbero seguite woman in chains dei tears for fears, slave to love di bryan ferry, if dei pink floyd, nothing compares to you di sinead o'connor...
ricordo solo le prime cinque, è passato troppo tempo...
ma una cosa è certa: se regali ad una persona queste cinque canzoni, magari in quest' ordine, vuol dire che ti sta veramente a cuore, perchè le hai regalato parte della tua anima...


rei si godeva la musica e due fili contati di raggi di sole che andavano e venivano...

a rompere le palle ed impedirne una continuità, c' era una nuvola con dei fori tipo gruviera che faceva filtrare i raggi, una volta si e una no...

quelle intermittenze naturali che non hanno spiegazioni scientifiche, che sanno di paranormale, che puoi solo godertele in silenzio e non parlarne con nessuno, perchè ti prenderebbero per pazzo allucinato e visionario... 


rei era irritata, non solo perchè aveva le sue cose, ma gli dava fastidio quell' intermittenza solare...
non è che pretendesse una durata da abbronzatura, ma almeno cinque minuti di piacere senza interruzioni, dopo neve, bufere e uragani degli ultimi giorni...
voleva che quei raggi la scaldassero per un po', perchè il sole la faceva sentir meglio, da sempre, fin da quando era bambina...

rei passava intere estati in campagna dai nonni, durante le vacanze di scuola...
e stava sdraiata sui prati per ore ed ore a prendere il sole...
aveva i capelli color paglia, che diventavano dorati quando i raggi del sole li accarezzavano...

e stavamo insieme tutti i giorni...
intere giornate sdraiati sull' erba, spesso senza dire una parola...
con quel vino che ci piaceva tanto, che avevamo scoperto per caso al supermarket...
quel cannonau di sardegna che avevamo comprato la prima volta solo perchè ci divertiva il nome...
quel cannonau di sardegna che non abbiamo più abbandonato...

e sognava, sognava...
ma io non ho mai saputo cosa...

era bella e piena di vita...
cioè, non è che sia morta, ma non la vedo da un sacco di anni...

mi piaceva rei, mi piaceva il modo in cui riusciva a godersi ogni piccola cosa, anche la più insignificante...
per lei tutto era novità, ogni cosa aveva un significato, anche quelle ordinarie e scontate...

almeno questo avevo capito...

o volevo convincermi di aver capito, mentre interessatissimo al suo malessere, mi accingevo a cercar funghi, scorie radiattive, resti umani, reperti archeologici, sassi...

insomma, qualunque cosa pur di sembrare impegnato, pur di giustificare la mia impossibilità oggettiva a prestare altre attenzioni...

e quel giorno, come se avesse voluto esaudire il desiderio di rei, la nuvola si fermò...

tre raggi illuminarono il suo corpo per un lungo minuto che a lei sembrò un' eternità...

improvvisamente tornò di buonumore e le si stampò un enorme sorriso sulle labbra, mentre gli occhi avevano già preso una strada senza ritorno...

quando le donne sognano ad occhi aperti e insistono nel raccontarti i particolari, spesso diventano una gran rottura di coglioni...

diventano fastidiose come le mosche e più le scacci via, più rinforzi e tonifichi la loro petulanza...

in realtà non è quello che penso veramente, ho un concetto molto più elagante e meno volgare...
ma in questo momento è una gran sintesi...
una signora sintesi...
la sintesi...

rei mi guardò con due occhi che ero abituato a vedere, ma in quel caso mi spaventarono:

- sai, potremmo sposarci...
già m'immagino col lungo vestito bianco, su un cavallo tempestato di pietre preziose, che mi porta verso la chiesa...
e tu sei lì sui gradini che mi aspetti, con in mano un mazzo di orchidee tempestate di pietre preziose...
e tanta gente che lancia il riso, tempestato di pietre preziose...

- ma che cazzo di sogno è? e poi non potresti sognare senza coinvolgere me, senza farmi comparire nella nuvoletta e soprattutto senza farmi spendere tutti sti soldi ?
scusa, non puoi sposarti con qualcun altro, qualcuno tempestato di soldi?
perchè io sono tempestatissimo, ma di altre cose... 
ho certe tempeste nella mia testa!

- ma qui ci sei tu adesso, e quindi non devo sforzarmi di pensare a qualcun altro...
non mi va di pensare adesso...
prendo mentalmente i pregi del mio uomo ideale e te li appiccico addosso con il nastro adesivo...
alla fine è quello che succede a molta gente, non trovi?

- cazzo! è la stessa risposta che avrei dato io, mi sa che la cosa si può fare...
sposiamoci rei, così come siamo, tempestati di raggi di sole e sogni di pietre preziose...
sposiamoci adesso, con la tuta e la felpa, con questi grilli a farci da testimoni e i raggi del sole che incorniciano l' attimo...

- sai cosa mi piace di te? che sai cercare un sacco di cose in me...

- già, me lo ha detto anche qualcun altro...
ma con gli anni ho accumulato il giusto disincanto, non voglio più cercare i problemi a soluzioni che già ho!

arrivò settembre e finirono le vacanze...
rei ripartì coi suoi genitori e da allora non l' ho più vista...


non so se la rivedrò mai, ma se dovesse accadere, le dirò:


- sai, ho un blog da qualche anno...


- ma dai, e cosa scrivi?

- non lo so, ma ho scritto di te...

la sveglia...
cazzo! sono le sette di mattina, devo andare al lavoro...

ero sicuro che fosse sabato, invece è martedì...
e nemmeno il martedì dopo, ma quello prima del mio sabato...

ci vuole ancora tutta la settimana per arrivare al mio sabato...

era solo un sogno...
rei, i prati, la scaletta musicale, le pietre preziose...

cazzo, ho ingoiato il collutorio...
vomito...

comincia un nuovo giorno, così, senza rei dai capelli dorati...
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