tratto dal romanzo parallelo
viaggio al termine di una cefalea a grappolo
esperimenti scientifici e annotazioni sulle principali differenze tra affinità intellettuale e attrazione fisica
adesso, francamente, non saprei spiegare a parole il significato di questa titolo...
ma giuro che per me ha un senso...
apre un file, un documento di testo virtuale, un link mentale con tante altre pagine...
è un film...
ma non mi dilungherò in questa spiegazione, finirei in un cul de sac...
dovrei sacrificare l' intero blog e diventerebbe monotematico, come quei canali satellitari tipo rai nettuno sat...
diventerebbe un seminario e io sarei l' oratore saccente...
pallosissimo...
dovrei smettere di occuparmi di politica comunalpopolare, sacrificare le mie foto provincial geographic, la musica ecc...
per cosa? per far spazio a stupide teorie sull' alchimia?
di una scimmia ragno, poi!
allora perchè ho usato tutta sta pappardella come introduzione? direte voi
perchè non ho scelto un titolo diverso?
già, perché?
l' ho già detto, perchè per me ha un senso, è stata l' ispirazione di tutto quello che scriverò in questo post...
non sto scherzando, è una cosa seria...
la teoria sull' alchimia della scimmia ragno ha un senso, è frutto di analisi profonde, di concetti appurati, esperienze, confronti diretti, rapporti vissuti e relative valutazioni...
un giorno forse maturerò le giuste parole, e con altrettanta ispirazione riuscirò a fare una sintesi sopportabile da un post al limite del noioso...
ma adesso non posso, non ho tempo...
e poi non ho voglia di vedere gente, ho troppi mal di testa per potermi permettermi uscite estemporanee...
anche uscire sul balcone di questo blog a prendere una boccata d' aria mi risulta difficile, c'è troppo vento e m' infastidisce...
anche i sogni mi rendono nervoso e intollerante, alterano il mio umore e mi stranisco...
soprattutto se sogno persone che fanno un sacco di domande al momento sbagliato...
come mi ha infastidito il sogno di stamattina, che ha ripercorso arbitrariamente un vecchio incontro...
proprio adesso doveva capitarmi di sognare questa tipa?
adesso che non riesco a conversare con nessuno, che non ho la forza di uscire di casa, nemmeno nei sogni, in situazioni e condizioni non ottimali per un dialogo...
quando ho gli attacchi di cefalea, ce l' ho pure nei sogni...
e nei sogni, le farmacie sono sempre chiuse...
devo ironizzare sul mio mal di testa, almeno in quei rari e brevi momenti che sto bene...
altrimenti divento pazzo...
e scrivo di getto, veloce, affamato di vocali e consonanti, come se digiunassi da mesi, come se volessi approfittarne, come se volessi tornare alla vita dopo ore ed ore di morte sotto altra forma...
vorrei scrivere tante cose e strutturarle meglio, ma ho poche forze e poco tempo prima del prossimo attacco...
cerco le sintesi e mi dilungo in premesse, chiudo concetti ma apro parentesi...
gli esempi dovrebbero servire per stringere e far capire meglio...
a me aprono nuove porte, poi altre, poi altre...
e poi, improvvisamente, ecco il cul de sac...
il sogno...
lo sappiamo tutti come funzionano i sogni...
un po' sono veri, un po' sono fantasia...
poi le proporzioni le scegliamo noi, in base a come vogliamo viverli, ricordarli, cancellarli, raccontarli su un blog...
diciamo che questo è un sogno con proporzioni
settanta/venti, ma non dirò quali
...
e poi c'è un rimanente dieci per cento occupato dai
come non vorrei che fosse...
alla fine, ahimè, l'unica cosa certa, che va oltre ogni dubbio, è il mio dolore al cranio.
vivo e tenace, e non posso sceglierne la proporzione...
sognavo di litigare con una ragazza che nel sogno non conoscevo, magari nella realtà si...
e viceversa, ovviamente!
veramente stava litigando lei, io ero tranquillo per i fatti miei...
sono stato costretto a elencarle una serie di suoi difetti, solo perchè mi ha costretto, mi ha provocato... perchè è riuscita a stimolare quell' ormai arido desiderio di parlare a prescindere con fanciulle che non
riconosco a pelle...
insomma , dar retta a qualcuno per cortesia, gentilezza, educazione, pena...
costretto a dar seguito alla conversazione perchè non c' era niente da leggere, nessuna tv, nessun poster sulle pareti...
niente da osservare che non fossero i suoi occhi, nient' altro da scoltare che non la sua voce, squillante e acida perchè incattivita...
e pure il cazzo del telefono si è scaricato per giocare a
solitaire...
c' eravamo incontrati in un sogno senza scenografia, senza complementi d' arredo, senza tecnologia, senza distrazioni, senza una presa per la corrente...
tutto a suo vantaggio, dovevo starla a sentire per forza e rispondere almeno a qualche domanda...
questa mia riluttanza, quest' apparente ostilità, non è frutto di un rigido schema mentale, tanto meno dovuta al concetto di donna ideale ...
o forse si?
bah, è un sogno, perchè complicarsi la vita...
?...
già, perchè?
?...
perciò, quando lei mi ha detto incazzata:
- insomma parla, rispondi almeno!
sono stato costretto a rispondere
...
ed è partita la sigla del film sulla scimmia ragno...
in sintesi, le battute salienti del sogno:
titolo
dieci cose che odio di te
sottotitolo
va benissimo il titolo
regia
mia
aiuto regia
la notte d'intensa cefalea
non siamo ecocompatibili
quanto mi giravano le palle tutte le volte che buttavi le carte dal finestrino...
e poi il disordinato ero io, la mia macchina era sempre un porcile secondo te, con i vani portaoggetti pieni di cartacce e confezioni vuote...
ero sempre io in torto, che non ero stato così geniale da buttarle dal finestrino
al momento, volta per volta,
subito dopo aver consumato il prodotto
...
sei parzialmente scremata
hai sempre dato una botta al cerchio e una alla botte, ogni volta che è stato chiesto un tuo parere, in tutte le mie discussioni con gli altri, che siano stati parenti, amici, conoscenti, avversari intellettuali, persone appena incontrate, negozianti a cui chiedevo unop sconto ecc...
non sei mai stata capace di mandare a quel paese qualcuno e dirgli in faccia che avevo ragione io
( quelle volte che ce l' avevo ) ... ( tutte quelle cazzo di volte! )
sempre a metter pace e mostrarti neutrale, senza darmi l' appoggio e la sicurezza di cui avevo bisogno...
il mio ego e la mia immagine ne hanno risentito parecchio...
e questo non è un segno di debolezza, non è uno sfogo, ma un giramento di coglioni stratosferico...
non hai mai saputo scavare a fondo dentro di me
ti ricordi quella volta in cui mi hai detto che
sapevo di
neutro roberts?
beh, era
nivea for man...
non ti ho mai detto niente per non ferire il tuo orgoglio e non screditare il tuo intuito femminile, per non farli vacillare...
aridità&insensibilità
queste due le ho volute mettere insieme, altrimenti sarebbero state
undici cose che odio di te...
consideralo uno sconto, perchè non dimentico i momenti belli, io...
insensibile all' arte, in nessuna forma che non assomigliasse ad una borsa...
insensibile ai miei hobby e alle mie passioni...
ma la cosa che mi stava più sulle palle, che rimanevi impassibile davanti alla potenza grafica della
play station due, che all' epoca era appena uscita...
hai sempro spezzato i momenti catartici delle mie giornate di riposo...
mmmh... come te lo spiego...
è proprio perchè ho provato a farlo che non ci frequentiamo più...
ho bisogno di una citazione per spiegarti bene questo concetto:
esiste un istante, nel pomeriggio della domenica, in cui passi dall'avere ancora il pigiama all'avere già il pigiama.
questa è la traduzione dei miei
mmmhhh e delle mie titubanze a tutte quelle pippe di andare al centrocommerciale ogni domenica...
o a tutte le volte in cui insistevi perchè venissi anch' io al mare, ignorando la scritta che avevo in fronte:
attenzione, pressione bassa - proteggere dai raggi solari -
le insistenze potrebbero peggiorare la situazione
il tuo ripudio per il vintage
possibile che non ti rendevi conto che la mia macchina ci stava male quando la chiamavi macinino, ferro da stiro, macignomobile?
e quella volta che ti sei vergognata della mia t-shirt vintage che indossavo quando ho conosciuto i tuoi?
e la sera dopo, alla festa patronale?
quando i tuoi, passeggiando dove la folla era finita e quindi non dovevano trovarsi, mi hanno visto sdraiato
perso sul muretto con la birra in mano...
- stronzo, che figura fai coi miei? che cosa penseranno di te?
e piripìparapà...
mi hai detto che dovevo crescere e smetterla con quello stile di vita
free, anni settanta, vintage...
per non parlare della mia collezione di cianfrusaglie...
ahimè, per noi due, la parola
cianfrusaglie, ha sempre avuto un valore ed un significato diverso...
detto da te era dispreggiativo...
detto da me, era amorevole, affettuaso, passionale...
forse morboso, su questo ti potrei darti anche ragione...
dico
potrei, perchè se dicessi
posso, cioè ammettendo una mia futile colpa, ti convinceresti sbagliando di poterne approfittare per colmare quel buco nero della notizia
nivea for man...
i tuoi gusti musicali
una cosa è tollerare i gusti di tutti, in generale...
un' altra è tollerare i gusti musicali...
nello specifico, i tuoi...
dalle mie parti si dice
mangiare e vestire, ognunu a suo piacìre...
magari si dice così in tutta italia, ma nel mio dialetto fa rima, tanto basta per rivendicarne la paternità...
e ci tappiamo le orecchie e facciamo blablabla con la lingua quando qualcuno tenta di farci capire che è un
detto del trentino o di qualche altra regione...
wikipedia compresa!
quindi, per rispetto delle tradizioni, tolleravo i tuoi gusti sul
mangiare e
vestire...
attenzione, sto dicendo
tolleravo, non che mi piacessero...
sorry, quel buco nero resterà della stessa incolmabile profondità...
tolleravo la tua ricotta e il vino bianco, anche se erano
sostanze che non assumevo...
tolleravo i tuoi tacchi e le tue
microborse dieciperdiecipertre, che non riuscivo mai ad infilarci le mie cose ed ero sempre costretto ad infilarle nelle tasche:
la telecamera, le sigarette, l' accendino, le chiavi della macchina, il giubbotto, i gadget e le magliette comprati alle bancarelle, le grispelle alle sagre...
- ti piace questa borsa? era scontata, l' ho pagata solo novemilionidieuro...
tolleravo tutto questo, ma i tuoi gusti musicali proprio no...
non erano gusti, era proprio basso livello...
non era nemmeno elencabile in
musica di merda, e non si poteva rinominare una cartella contenente i tuoi
emmepitre...
nuova cartella,
cartella senza titolo, temporaneamente presente sul desktop, a due passi dal cestino...
il tuo bagaglio musicale, frutto principalmente di
radiocentocinque a manetta e intere estati nei lidi della calabria, ha intaccato il rapporto che avevo con la mia versione di
itunes...
e anche
vlc ha perso la fiducia in me...
so di averli delusi entrambi...
ho provato con percorsi basilari, partendo dagli
abba, i
blondie, i
creedence clearwater revival...
insomma, l' abc della musica...
niente, i tormentoni estivi rimanevano ben saldi nella tua testa e nella suoneria del tuo cellulare...
da parte mia non ci poteva più essere confronto, discussione, invito all' ascolto, playlist dedicata...
e se non c'era una playlist dedicata, convinta come eri di conoscermi, col tuo intuito femminile, avresti dovuto capire che quindi, alla base, non c' era neanche il pensiero, il coinvolgimento emotivo, la passione...
niente che mi avesse spinto a dedicarti una compilation musicale...
ahimè, la superbia ti ha sempre accecato...
è sempre la corazza del tuo orgoglio e allo stesso tempo la nebbia della tua umiltà...
più lunghetta delle altre questa pippa sui gusti musicali, non trovi ?
ma dovresti esserci abituata...
e poi non è detto che tu leggerai mai questo righe, come non è detto che tu stia continuando a leggere il blog, da allora...
mi viene in mente quella volta in macchina, mentre andavamo a cena dalla tua amica...
misi per tutto il viaggio
murder ballads di
nick cave and the bad seeds, per esternare il mio entusiasmo...
ricordo che mi hai detto:
-
che agonia questo! metti la radio, su centocinque c'è la replica dello zoo!
e hai schiacciato inopportunamente il tasto
mode...
questo? agonia? anche la replica?
certo, l' ho messo apposta...
ma anche in questo caso, come per le
cianfrusaglie, la parola
agonia, per noi due, assume significati diversi...
per me era la colonna sonora perfetta al mio stato d' animo, alla mia agonia, mentre assorto nella guida e nel
non dialogo, immaginavo e pregustavo le conversazioni della cena...
per te era semplicemente musica che su
centocinque e all'
hangloosebeach non mettevano...
quel giorno ho promesso a me stesso che non avrei mai più provato a spiegarti i nessi tra i miei stati d' animo e le conseguenti colonne sonore...
quel giorno ho capito che la cosa giusta era
eliminare te...
non fisicamente, intendo...
puoi capirlo dal fatto che sei ancora viva perchè stai leggendo...
questa non la capirai come al solito...
non sei mai stata molto spigliata in queste cose... certe volte addirittura tonta!
non hai mai saputo cogliere la mia ironia e interpretare intelligentemente il mio sarcasmo...
sempre quel giorno, ho capito che non c' era empatia tra di noi, visto che anche di musica è fatta l' empatia...
e la sera, da solo nel mio letto, leggendo bukowski ho messo il sigillo:
se mai dovessi parlare di amore e di stelle... uccidetemi!
e chiudo il discorso musicale, che ha una grossa valenza nel mio personale concetto di alchimia...
chiudo anche questa volta con una citazione, visto che in fondo di citazioni abbiamo vissuto...
una mia personale
rilettura della bibbia...
e dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di dio lo creò; maschio e femmina li creò.
dio li benedisse e disse loro: siate fecondi e moltiplicatevi, riempite
la terra e soggiogatela, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del
cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra.
il signore dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò
nelle sue narici un alito di vita e il buongusto musicale, e l'uomo divenne un essere vivente...
poi
il signore dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò;
gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. il signore dio, con la costola che aveva tolto all' uomo, creò una donna e la
condusse al lui.
e adamo, dato che si trovavano nell' eden, da buongustaio, mise un disco dei genesis...
ma eva non apprezzò molto...
- che agonia! metti su centocinque che c'è noè con lo zoo...
e schiacciò inopportunamente il tasto mode...
sogno interrotto
risveglio improvviso, altro attacco di cefalea...
mi sono fermato a sei, e non ho potuto dirle le altre quattro cose che odio (
odiavo ) di lei...
e non posso scriverle se lei non c'è, non voglio parlarle alle spalle...
nel sogno c'era, adesso non lo so...
non so se esiste e sta leggendo...
frase sfigata del giorno / per concludere
in queste notti di sofferenza, scrivere è rimasto l' unico ponte tra il mondo reale e l' inferno...